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Operazione “BALANCE”, LE INTERCETTAZIONI ed il ruolo di Giovanni Buscemi. Le “nere” e l’abuso del ruolo di volontario

Messina, 26 gennaio

Ciò che emerge dalla lettura dell’Ordinanza di applicazione della misura cautelare personale relativa all’operazione “BALANCE” è la spregiudicatezza e la funzione rilevante rivestita da BUSCEMI Giovanni, persona apparentemente insospettabile che con il proprio ruolo di ex vigile del fuoco (andato in pensione a cavallo tra il 1999 ed il 2000) e presidente di un’associazione di volontari per la Protezione Civile, forniva informazioni cruciali all’organizzazione di tratta degli esseri umani, avente sede in Nigeria, al fine di poter rintracciare le ragazze trasportate in Italia passando per Libia. Le minori giunte in Italia erano state sottoposte in patria, prima di partire, al rito animistico JUJU, un rito Voodo cruento che li obbligava, in funzione delle loro credenze, a risarcire il debito contratto con l’organizzazione per poter partire.

“BUSCEMI ha fornito un apporto, si legge nell’ordinanza, che si giudica importante per l’associazione, fornendo alla complice informazioni privilegiate sull’arrivo al porto di Messina delle navi umanitarie che avevano soccorso i migranti nel Canale di Sicilia ottenendo, come accennato, favori sessuali dalle giovani migranti.
IHAMA Rita (Mama Rita, così definita era la MADAMA che gestiva l’avviamento alla prostituzione delle minori giunte a Messina), a sua volta, inviava tali notizie a Mama Osasogie, referente in Nigeria della IHAMA, nella tratta dei migranti ingaggiati. Il medesimo canale informativo è stato utilizzato anche per apprendere dell’arrivo dei migranti in altri porti italiani.

Significativi sul punto appaiono i contenuti della conversazione intercettata il 04.02.2017, nel corso della quale IHAMA Rita e Okejasi hanno cercato di comprendere in quale porto italiano fossero sbarcati i migranti partiti dalla Libia nei giorni precedenti. Immediatamente dopo, proprio perché in cerca di notizie, IHAMA Rita ha chiamato BUSCEMI Giovanni e gli ha chiesto di sapere se nel porto di Messina erano “entrati” dei migranti. La richiesta è apparsa normale a BUSCEMI che si è limitato ad invitare la donna a raggiungerlo per controllare insieme la posta elettronica al fine di verificare la presenza di mail relative allo sbarco di migranti Un ruolo gestito per permettere la operatività dell’associazione, essenziale per la stessa. Attività e rapporti del resto costanti. Che poi l’associazione, invece di stipendiarlo, come associato gli ceda “le donne”, “le nere”, è fatto nei canoni dei benefici dell’essere associati, assolutamente più gravi dei soldi stessi.

Maggiormente indicative sono le ulteriori conversazioni in cui è stato BUSCEMI a contattare IHAMA Rita per informarla dell’arrivo dei migranti nelle seguenti occasioni:
− il 09.02.2017 in occasione di uno sbarco avvenuto a Messina;
− il 27.03.2017 per uno sbarco avvenuto a Reggio Calabria, circostanza nella quale BUSCEMI ha fornito anche l’esatto numero di migranti soccorsi in mare e il numero di cadaveri sbarcati.

Anche il successivo 05.04.2017 la IHAMA, dopo aver saputo della probabile partenza di migranti dalla Libia, torna a contattare il BUSCEMI per conoscere il porto di arrivo dei migranti soccorsi dalle navi umanitarie

(Conv. tel. 23489, RIT 9-17 sub A) del 05.04.2017 ore 15:22:02, in uscita dall’utenza +3935….. in uso a IHAMA Rita ed in entrata sull’utenza +3935…… in uso a BUSCEMI Giovanni: all. 111).
Non riuscendo a reperire le informazioni utili, il 06.04.2017 lo stesso accompagnava con la propria autovettura IHAMA Rita presso un centro WIND INFOSTRADA sito in via T. Cannizzaro, ove la donna ha attivato una nuova utenza telefonica. I due, terminate le incombenze connesse con la attivazione della SIM – Card, a bordo della vettura di BUSCEMI, sono tornati a disquisire sulla
partenza dei migranti. BUSCEMI, nell’occorso, ha ribadito di non aver ricevuto comunicazione sulla propria chat Whatsapp, dell’arrivo di migranti al porto di Messina, ragion per cui IHAMA Rita
ha detto che alle successive ore 17.00, utilizzando l’utenza appena attivata, avrebbe chiamato la Libia per avere notizie

Omissis ..
IHAMA: entra qualcuno ieri, o stamattina
BUSCEMI: dalla Libia, che è partita dalla Libia?
IHAMA: si
BUSCEMI: e viene qua in Italia?
IHAMA: si
BUSCEMI: ah, e non lo so
IHAMA: …inc… partiti
BUSCEMI: io non lo so, qua non sono arrivati, tu parli che arrivano con il barcone?
IHAMA: si
BUSCEMI: con la barca ?
IHAMA: si
BUSCEMI: e ma qua non ce n’è per ora, quelli sono fermati a Reggio Calabria
IHAMA: quando ?
BUSCEMI: la settimana scorsa
IHAMA: ieri no?
BUSCEMI: ieri no, non c’è stato niente qua
IHAMA: uhm
BUSCEMI: eh, e chi c’era, chi c’era di te?
IHAMA: mi… come si dice? Mia sorella, suo figlio
BUSCEMI: eh, eh,
IHAMA: mi (si accavallano le voci ndr.) …inc…
BUSCEMI: si ma tu non ce l’hai il numero di telefono?
IHAMA: no oggi mi ha chiamato a Libia ha detto che ieri lu… loro parta…
BUSCEMI: ah…
IHAMA: …dalla Libia
BUSCEMI: eh ma non lo so se partono capisci?
IHAMA: (si accavallano le voci ndr.) …inc…
BUSCEMI: e fatti dire quando partono, e poi vediamo .. Omissis….

Buscemi provvedeva, sempre secondo l’Ordinanza di custodia cautelare, a procurare donne anche a persone a lui vicine. Questa è una delle occasioni in cui è il fratello del Buscemi Giovanni a chiedere di procurargli due donne, per lui ed un parente.

BUSCEMI R: ora dico io: c’è qualcuno, due nere, due cose, qua, le porti qua?
BUSCEMI G: no. Ah! Io le devo chiamare fratello
BUSCEMI R: e vedi, dice…dice Pasquale, si vergogna di dirtelo
BUSCEMI G: va bene, ora vediamo

poco dopo Giovanni contattava (omissis) che si mostrava disponibile ad incontrare Pasquale e per tale motivo le dava appuntamento alle ore 16.00:

BUSCEMI: vengo a prenderti? Esci?
DONNA : vengo?!
BUSCEMI: eh! C’è Pasquale, l’amico mio, che ti vuole

DONNA: amico mio?
BUSCEMI: l’amico mio. Amico mio!
DONNA: ok, amico io
BUSCEMI: amico mio! Ti ricordi?
DONNA: eh!
BUSCEMI: Pasquale? Uhm?
DONNA: ok, va bene
BUSCEMI: eh! A che ora? Alle quattro? Ah?
DONNA: ehm…sì
BUSCEMI: eh?
DONNA: alle tre! Tu vienere
BUSCEMI: alle tre?
DONNA: tu vieni
BUSCEMI: e che? E che ore sono? Sì, vengo, subito. Ah?
DONNA: ehm…questo a casa?
BUSCEMI: eh…eh, sono le tre e mezza. Eh?
DONNA: aspetta. Amico io
BUSCEMI: amico mio! Sì! Ti ricordi?
DONNA: uhm
BUSCEMI: ah?
DONNA: ok!
BUSCEMI: uhm
DONNA: tu vieni?
BUSCEMI: vengo ora? Ora?
DONNA: eh…vieni, ora sì
BUSCEMI: eh! Ora! e avanti, eh! Esci, forza! Va bene?
DONNA: ok
BUSCEMI: dai! Sbrigati! Ti sto venendo a prendere, dai! Esci!

Quindi BUSCEMI contattava (Omissis) Pasquale cui confermava la disponibilità di (Omissis):

Pasquale: avanti
BUSCEMI: vedi che sto andando a prenderle io
Pasquale: chi?
BUSCEMI: a quei due
Pasquale: eh! Portale qua
BUSCEMI: eh! Va bene, ok. Va bene.

 

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