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Il fratello di Peppino Impastato caccia M5s da corteo. Piera Aiello: “Cacciandomi mi hai ferito”

Trapani, 11 maggio 2019

Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il fondatore di Radio Aut e militante di Democrazia Proletaria ucciso dalla mafia nel 1978 ha allontanato dal corteo organizzato ieri per ricordare il delitto alcuni militanti dei 5Stelle. “Non è ammissibile che chi sta al governo con i fascisti partecipi a un corteo antifascista. Sono venuti con le telecamere, sono andati al cimitero davanti alla cappella della mia famiglia per farsi fotografare. E’ scandaloso”, ha detto all’ANSA. “Li ho buttati fuori di peso perché il nostro è un corteo molto politicizzato e non si dovevano presentare”, ha spiegato.
“Mi spiace per Piera Aiello – ha aggiunto alludendo alla ex testimone di giustizia ora parlamentare grillina – ma non dovrebbe farsi strumentalizzare da questi farabutti”. “Mi hanno riferito che sono andati a fare uno show al cimitero – ha detto – per farsi fotografare”. Con la Aiello c’era il deputato grillino Michele Giarrusso.

“Prima mi inviti e poi mi cacci via…”. E’ quanto si legge in una lettera inviata a Giovanni Impastato dalla parlamentare del M5s Piera Aiello che, assieme ai colleghi Mario Michele Giarrusso e Roberta Schillaci, è stata allontanata dal corteo a Cinisi (Pa) nella giornata di commemorazione di Peppino Impastato. “Pochi mesi fa quando siamo stati insieme a Rosarno per il premio nazionale ‘Valarioti Impastato’, mi hai invitato a ricordare tuo fratello, così come ho sempre fatto da quel lontano giorno che mamma Felicia mi donò un garofano rosso. Chi ti ha riferito tutto quello che hai dichiarato ai giornali – scrive Piera Aiello – ti ha strumentalizzato: ti hanno raccontato che mi ero portata le telecamere per fare campagna elettorale; falso, sono giornalisti e registi che stanno facendo un docufilm sulla mia vita e volevano vedere e far toccare con mano al popolo francese che la Sicilia non è quella dei vari film come ‘il Padrino’ ecc….. ma la vera Sicilia è quella che si ribella, quella di Peppino, Rita, tua, mia e di tanti siciliani onesti; quale migliore occasione invitarli a Cinisi e Partanna, dove tra l’altro dovevi esserci così come promesso mesi fa in Calabria”? E ancora: “Hai dato modo di gioire ai mafiosi con il tuo compostamente aggressivo e avvallando il delirio di Umberto Santino; vorrei ricordarti che non sono io il tuo nemico, non lo è neanche il M5s di cui mi onoro di far parte, ma apri gli occhi, non sono io a essere strumentalizzata”. Poi, la chiosa finale: “Peppino, Rita non sono i nostri. Sono di tutti! Peppino e Rita non hanno colore politico, sono morti perché credevano nella verità e nella giustizia anche se avevano il padre mafioso! Volevo farti sapere come la pensavo, spero di non ricevere altri inviti solo per essere il capo espiatorio per partiti che predicano bene e razzolano male e non fanno contratti di governo, ma accordi sottobanco”.

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