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Corruzione: inchiesta su bando ospedale, arrestato primario. Su gara da 55 mln a Catania, due ai domiciliari e 4 sospensioni

CATANIA, 25 FEB – Due persone agli arresti domiciliari, compreso il primario di un ospedale, e altre quattro destinatarie di provvedimenti interdittivi. E’ lo sviluppo di un’inchiesta della Procura di Catania su un appalto da 55,4 milioni di euro bandito dall’azienda Policlinico-Vittorio Emanuele.

Il provvedimento del Gip, che ipotizza i reati di turbata libertà degli incanti, corruzione, istigazione alla corruzione, concussione e riciclaggio, è stato eseguito dalla guardia di finanza. Per altri tre dirigenti medici il Gip ha disposto interrogatori per valutare la richiesta di emissione della misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio chiesta dalla Procura.

Al centro delle indagini delle fiamme gialle la gara del 17 luglio 2018 per “l’approvvigionamento triennale, con opzione di rinnovo semestrale, di dispositivi medici per urologia occorrenti alle aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie del bacino della Sicilia Orientale, suddivisa in 209 lotti per complessivi 55.430.178 euro”.

Saranno resi noti durante un incontro con i giornalisti, che si terrà nella sala conferenze della Procura di Catania alle 10.30, alla presenza del procuratore Carmelo Zuccaro, i particolari dell’operazione dei militari della guardia di finanza del comando provinciale che hanno posto agli arresti domiciliari due persone, compreso il primario di un ospedale, e notificato quattro provvedimenti interdittivi del Gip per corruzione, concussione e riciclaggio nell’ambito di un’inchiesta su un appalto della sanità pubblica da 55,4 milioni di euro.

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